| La Crocifissione di Donato de'
Bardi |
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| Inquadramento storico |
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La Crocifissione di Donato de' Bardi è il dipinto più famoso della
Pinacoteca Civica di Savona ed è al centro di un
acceso dibattito critico fra tutti coloro che si occupano della cultura
artistica del Quattrocento.Molti sono i motivi che rendo unica quest'opera
nell'ambito della pittura del secolo XV: la grande tela è stata fino
a pochi anni fa l'unica testimonianza certa del de' Bardi, nobile
pavese giunto esule a Genova a seguito della perdita di tutti i beni
per motivi politici. La ricostruzione della carriera di questo pittore
è cominciata negli anni Settanta con due scritti di Federico Zeri,
l'attribuzione al de' Bardi del piccolo trittico con la Madonna e
il Bambino tra San Filippo e Sant'Agnese (Metropolitan Museum, New
York), resa certa dalla scritta OPUS DONATI che compare nello scomparto
centrale, così come degli scomparti con i Santi Giovanni Battista,
Giovanni Evangelista, Caterina e Antonio Abate (Genova, Museo dell'Accademia
Ligustica) e delle tavole con la Presentazione di Gesù al tempio (già
Bergamo, coll. Lorenzelli). Lo stesso Zeri ha completato la ricostruzione
dell'artista individuando altri tre scomparti - Santo Stefano, Sant'Ambrogio
(coll. privata) e San Gerolamo (Brooklyn Museum, New York) - del polittico
di cui fece parte in origine la figura di un San Giovanni Battista
rintracciato sul mercato antiquariale. La Crocifissione è l'opera
più illustre del maestro, a dimostrazione dei fitti rapporti tra pittura
ligure, lombarda, provenzale e fiamminga. |
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| Problemi di restauro |
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Gli
interventi di restauro subiti in passato dall'opera avevano sovrapposto
strati di vernice a sporco superficiale, creando un forte spessore
di materia alterata che offuscava la cromia rendendone difficoltosa
la lettura. La diagnostica preliminare rivelava una materia particolarmente
sottile e infragilita dalle precedenti puliture. Il restauro è stato
diretto da Giuliana Algeri, Soprintendenza per i Beni Artistici e
Storici della Liguria e con la collaborazione dell'Istituto di Chimica
Industriale dell'Università di Genova. |
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| Tipo di intervento |
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L'estrema
delicatezza della pellicola pittorica e la presenza di livelli disomogenei
di vernice imponevano una pulitura graduale
che consentisse di controllare la presenza dei materiali estranei
all'originale, differenziando l'asportazione degli strati. Per tale
operazione, dopo alcuni saggi di pulitura, è stato scelto l'uso di
resin soaps quali prodotti in grado di svolgere una pulitura selettiva,
differenziando l'asportazione degli strati di vernice che erano numerosi
e di spessore variabile da zona a zona. L'eliminazione delle vernici
in fasi successive è stata possibile variando di volta in volta il
tempo di applicazione del resin soap e alternandolo ad applicazioni
di saliva artificiale, quando tra strato e strato di resina si interponeva
sporco organico, ritrovato soprattutto sul mantello rosso della Maddalena. L'ultima
fase di pulitura è stata eseguita con tamponature di acqua distillata
per eliminare eventuali tracce dei materiali usati precedentemente.
Nel modo descritto si è giunti alla scoperta di un ultimo e più antico
strato di vernice (purtroppo non più omogeneo in quanto interrotto
da abrasioni provocate dall'azione di vecchi drastici interventi)
che, nella probabile ipotesi si tratti del film protettivo originale,
è stato mantenuto. |
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| Materiali utilizzati |
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I resin
soaps basano la loro efficacia sul principio "simile scioglie simile".
L'azione del sapone resinoso è la risultanza di due
diversi processi chimico-fisici, resi possibili dalle particolari
proprietà di queste molecole: quella di tensioattivo e la natura alcalina:
la prima è responsabile dell'aumento della capacità bagnante ed emulsionante,
mentre l'alcalinità enfatizza la capacità di idrolizzare substrati
macromolecolari contenenti legami esterei, ammidici, etc. RESIN SOAP
1194, a maggiore polarità, a base di trietanolammonio deossicolato
in gel, è adatto alla rimozione controllata di resine terpeniche (Damar,
Mastice, Elemi) più o meno invecchiate. La SALIVA ARTIFICIALE agisce
come tensioattivo e detergente ma trova anche impiego ottimale nella
finitura della pulitura stessa. |
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